Bonucci: da consigli sul come trasformare lo scetticismo in gioia

Come da titolo il difensore della Juventus sembra possedere la ricetta per trasformare l’Italia in quella che potrebbe diventare una piacevole sorpresa per quanto riguarda la competizione uefa euro 2016

Le parole di Bonucci:

Arriviamo a fari spenti, servono sacrificio e umiltà.
La ricetta che propone Bonucci è fatta da singoli punti forti, riportati anche da Uefa.com:
Al primo posto si chiede ai giocatori di restare umili.
Le difficoltà rendono gli italiani più pronti alla reazione e a metterci sempre qualcosa in più.
Nei momenti di difficoltà gli italiani tirano sempre qualcosa in più. Si parla di mettere la mentalità dei giocatori a disposizione della squadra. L’intenzione è quella di far bene e di far sognare l’Italia.

Il sogno come meta.

Il sogno è quello di riportare la nazionale in alto. Vincere l’europeo di calcio sarebbe bello per Bonucci che sostiene anche che vincere con la maglia del proprio paese è il sogno di qualsiasi giocatore, lui ovviamente spera di riuscirci presto.

Perchè non si vive l’anno zero

Una dichiarazione piuttosto forte su questo tema. Si sostiene che nel decennio trascorso sono mancati i giovani in grado di rimpiazzare i i grandi campioni del passato. In altre nazioni c’è stato un anno zero che ha rappresentato una ripartenza, in Italia no.

C’è anche il fattore sorpresa.

Bonucci ammettere di sentirsi carico, e dice:

ho disputato l’ultima partita il 14 maggio e non vedo l’ora di giocare e di ritrovare il ritmo partita. Mi voglio mettere a disposizione della causa: ho lavorato pesantemente nei giorni scorsi per partire carico. Partiamo senza i favori del pronostico: arriviamo all’Europeo a fari spenti. Starà a noi far sì che l’Italia diventi una piacevole sorpresa.

Infine un paragrafo Bonucci lo dedica a due fattori rimanenti, il sacrificio e l’umiltà

Parlando della Scozia dice che contro di essa importante sarà ritrovare quei meccanismi che permettono – a lui e alla squadra – di mettere in difficoltà le squadre che si ritroveranno davanti. Se la squadra intende sognare occorrono appunto, sacrificio e umiltà.

La difesa non è forte se l’attaccante non è il primo ad aiutare nel pressing.

L’obiettivo:

Trasformare lo scetticismo che avvolge la nazionale in gioia.
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Crisi Milan: Berlusconi dovrebbe vendere?

Dopo la sconfitta in finale di Tim Cup 2015-2016, il Milan per la prossima stagione calcistica ripartirà con una certezza, di certo poco gradita, rappresentata dall’assenza dalle coppe europee. Dopo aver infatti chiuso il campionato di calcio di Serie A 2015-2016 al settimo posto. Solo con la conquista della Coppa Italia, andata per il secondo anno di fila alla Juventus, i rossoneri avrebbero potuto disputare la prossima edizione dell’Europa League.

Cessione Milan, sfumata la trattativa con Bee Taechaubol

Ma a tenere banco in questo momento in casa Milan sono gli sviluppi societari, al fine di uscire da un crisi di risultati che, per una squadra blasonata come quella rossonera, è fin troppo lunga. Ebbene, per risolvere la crisi Milan, Silvio Berlusconi dovrebbe vendere? La domanda è d’obbligo dopo la trattativa dei mesi scorsi con l’imprenditore thailandese Bee Taechaubol, che sembra però essere sfumata, e dopo che per una possibile cessione la società rossonera ha ora aperto una trattativa in esclusiva con una cordata di imprenditori cinesi.

Cessione Milan, Berlusconi tratta con una cordata di imprenditori cinesi

È in corso così, con la cordata di imprenditori cinesi, una trattativa in esclusiva dopo il via libera da parte della Fininvest e con Silvio Berlusconi che avrà comunque l’ultima parola sull’eventuale cessione di quote societarie. Stretto tra il cuore e la ragione, infatti, l’ex Premier ha non a caso più volte ha ribadito di voler cedere il Milan solo in buone mani, ovverosia a nuovi investitori che siano in grado di riportare in alto la squadra, al fine di competere per i massimi traguardi, pianificando i necessari investimenti.

Il Piano B se Silvio Berlusconi non vende

Altrimenti per la prossima stagione calcistica ad oggi per il Milan c’è anche un Piano B, che è quello rappresentato da una squadra da allestire con i giovani e soprattutto con la maggioranza rappresentata da calciatori italiani. D’altronde il Milan, in ogni caso, dovrà ripartire e ricostruire basandosi su alcuni punti fermi a partire dal portiere Gianluigi Donnarumma e passando per Alessio Romagnoli e Davide Calabria che ha ben impressionato nella finale di Coppa Italia persa contro la Juventus. Incerto sembra essere invece il futuro di Mario Balotelli che, tornato al Milan in prestito dal Liverpool, non ha offerto in campo quel rendimento che tutti si aspettavano da un giocatore che non riesce più a tirar fuori i colpi visti visti, soprattutto, quando giocava nell’Inter.

Fonte: Botta di culo